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I valori

“Chi gioca a rugby impara a rispettare i compagni, gli avversari e di conseguenza se stesso, impara insomma a diventare uomo e questa non è una cosa da poco. Si dice che il rugby sia uno sport democratico ed è vero. Provate ad entrare in uno spogliatoio e ve ne renderete conto immediatamente: grandi, piccoli, alti, magri, robusti, tutti che si preparano al gioco insieme; questo vuol dire dare una opportunità, vuol dire che c’è un ruolo adatto a chiunque, e non è poco. Si dice che a rugby non possono giocare tutti, e anche questo è vero. Chi gioca a rugby deve essere coraggioso, deve saper prendere una decisione, deve essere sempre leale, deve aiutare un compagno in difficoltà a costo di un grande sacrificio e questo non è da tutti. È per tutto questo che ho portato mio figlio a giocare a rugby e quando lo vedo scendere in campo fiero e sicuro di sè, quando lo vedo placcare un avversario molto più grande di lui, quando lo vedo gioire insieme ai suoi compagni o quando lo vedo sporco di fango e distrutto dalla fatica, beh, io sono contento e vorrei anch’io avere un po’ del suo coraggio.”
(un genitore)

“Dici rugby e pensi a un sacco di botte e zuffe gigantesche, poi guardi i bambini giocarlo e ti rendi conto di quanto sei ignorante.”
(anonimo)

“La gente mi chiede spesso di descrivere il rugby. Per me il rugby è come la vita: devi sempre andare avanti, devi sempre avere a destra e a sinistra delle persone che ti sostengano, che possano proteggerti quando cadi e devi rialzarti. Poi viene il tuo turno di sostenere gli altri e devi farlo bene…
Sii sempre umile perché c’è sempre qualcuno più forte e veloce di te e solo l’umiltà alla fine potrà farti prevalere.”
(Marco Bortolami, tratto dall’autobiografia “Vita da capitano”)